
Fare una coproduzione internazionale è molto più che mettere due loghi nei titoli di testa
Ci sono parole che nel cinema suonano bene ancora prima di sapere cosa significano. "Coproduzione internazionale" è una di quelle.
Evoca festival, partnership, incontri tra culture. Tutto vero. Ma se lavori in produzione sai che una coproduzione è soprattutto una questione di metodo. Come si prendono le decisioni? Chi gestisce cosa? E come si fa a trasformare due modi diversi di lavorare in un unico film?
Con Trucco y Parrucco ce lo siamo chiesti per la prima volta. È stato il nostro primo progetto internazionale, nato insieme alla casa di produzione argentina Criatura Films e a Devil May Care. Sullo schermo è una commedia ambientata nel mondo della Milano Fashion Week. Dietro le quinte, invece, è stato un esercizio di coordinamento, organizzazione e – inevitabilmente – problem solving.

Il set è solo la parte più visibile di un film.
La vera produzione inizia mesi prima, quando bisogna costruire un progetto che possa funzionare su carta prima ancora che davanti alla macchina da presa. Budget, calendario, location, permessi, logistica, comunicazione tra i reparti: ogni dettaglio contribuisce a rendere possibile il primo ciak.
Per Trucco y Parrucco abbiamo seguito tutta la produzione esecutiva italiana, coordinando le riprese e facendo dialogare esigenze creative e organizzative. È un lavoro che raramente finisce nelle foto di backstage, ma senza il quale il backstage non esisterebbe.

Lavorare con una produzione internazionale significa confrontarsi con lingue, abitudini e approcci diversi.
Ci siamo accorti presto che la vera sfida non era tradurre dall'italiano allo spagnolo, ma trovare un metodo condiviso. Ogni produzione ha il proprio ritmo, le proprie priorità e il proprio modo di affrontare gli imprevisti. Il bello è proprio questo: imparare qualcosa mentre si cerca di costruire lo stesso film.
Alla fine il linguaggio universale del cinema rimane uno solo: trovare una soluzione, possibilmente prima della prossima call.

Ambientare un cortometraggio nel mondo della Milano Fashion Week significa confrontarsi con un immaginario preciso: creatività, moda, velocità e una città che vive di contaminazioni internazionali.
L'obiettivo non era raccontare un evento specifico, ma ricrearne l'energia e usarla come motore narrativo della storia. Le protagoniste di Trucco y Parrucco arrivano dall'Argentina con il sogno di presentare la propria collezione e Milano diventa il luogo in cui ambizioni, culture e percorsi personali si incontrano.
Dietro questa atmosfera leggera c'è però un lavoro produttivo molto concreto: trovare le location giuste, costruire una logistica efficace e adattarsi agli imprevisti senza perdere la direzione del progetto.
Ed è probabilmente questo il miglior complimento che possa ricevere un reparto produzione: quando il pubblico non si accorge di tutto il lavoro che c'è dietro.

Quando un cortometraggio è finito, in realtà è appena cominciata un'altra fase.
La distribuzione nei festival è un percorso fatto di strategie, candidature e confronti con pubblici molto diversi tra loro. Ogni selezione è un'occasione per capire come il film viene letto, interpretato e accolto.
Con Trucco y Parrucco questo viaggio ci ha portato a ottenere riconoscimenti come il Best Story al Sarajevo Fashion Film Festival, il Best Short Film ai New York International Film Awards e, più recentemente, il Best Story al Chicago Feedback Film Festival, il Best Young Director ai Tokyo Film and Screenplay Awards e il Best Indie Short Film agli Hollywood International Indie Film & Screenplay Awards.
I premi fanno sempre piacere. Ma quello che ci interessa davvero è vedere il film continuare a trovare nuovi spettatori e nuove conversazioni.

Ogni produzione lascia qualcosa di diverso.
Trucco y Parrucco ci ha insegnato che una coproduzione internazionale non consiste nel lavorare tutti allo stesso modo, ma nel mettere competenze diverse al servizio della stessa storia.
È un approccio che continueremo a portare nei prossimi progetti, perché crediamo che il cinema sia anche questo: un modo per costruire ponti tra persone, linguaggi e culture. E, ogni tanto, anche un ottimo motivo per aprire un foglio Excel in più.

Se questo non è sufficiente, esplora più del nostro lavoro qui sotto.
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